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IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE
Il
Racconto
Il
cardinale Federigo, intanto che aspettava l'ora d'andare
in chiesa a celebrare gli uffizi divini, stava studiando,
com'era solito di fare in tutti i ritagli di tempo;
quando entrò il cappellano crocifero, con un
viso alterato.
"Una strana visita, strana davvero, monsignore
illustrissimo!".
"Chi è?", domandò il cardinale.
"Niente meno che il signor ...", rispose il
cappellano; e spiccando le sillabe con una gran significazione,
proferì quel nome che noi non possiamo scrivere
ai nostri lettori. Poi aggiunse: "E' qui fuori
in persona; e chiede nient'altro che d'essere introdotto
da vossignoria illustrissima".
"Lui!", disse il cardinale, con un viso animato,
chiudendo il libro, e alzandosi da sedere: "Venga,
venga subito!".
"Ma ...", replicò il cappellano senza
muoversi: "Vossignoria illustrissima deve sapere
chi è costui: quel bandito, quel famoso ...".
"E non è una fortuna per un vescovo, che
a un tal uomo sia nata la volontà di venirlo
a trovare?".[...]
Appena introdotto l'innominato, Federigo gli andò
incontro con un volto premuroso e sereno, e con le braccia
aperte, come a una persona desiderata, e fece subuto
cenno al cappellano che uscisse: il quale ubbidì.[...]
Federigo: "Voi avete una buona nuova da darmi,
e me la fate tanto sospirare?".
"Una buona nuova, io? Ho l'inferno nel cuore; e
vi darò una buona nuova? Ditemi voi, se lo sapete,
qual è questa buona nuova che aspettate da un
par mio".
"Che Dio vìha toccato il cuore, e vuol farvi
suo", rispose pacatamente il cardinale.
"Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo vedessi! Dov'è
questo Dio?".
"Voi me lo domandate? Voi? E chi più di
voi l'ha vicino? Non ve lo sentite in cuore, che v'opprime,
che v'agita, che non vi lascia stare, e nello stesso
tempo v'attira, vi fa presentire una speranza di quiete,
di consolazione, d'una consolazione che sarà
piena, immensa, subito che voi lo riconosciate, lo confessiate,
l'implorate?".
"Oh, certo! Ho qui qualche cosa che m'opprime,
che mi rode! Ma Dio! Se cìè questo Dio,
se è quello che dicono, cosa volete che faccia
di me?".[...]
"Cosa può Dio far di voi? E perdonarvi?
E farvi salvo? E compiere in voi l'opera della redenzione?
Non son cose magnifiche e degne di Lui? Oh, pensate!
Se io omiciattolo, io miserabile, e pur pieno di me
stesso, io qual mi sono, mi struggo ora tanto della
vostra salute, che per essa darei con gaudio (Egli m'è
testimonio) questi pochi giorni che mi rimangono; oh,
pensate! Quanta, quale debba essere la carità
di Colui che m'infonde questa imperfetta, ma così
viva; come vi ami, come vi voglia. Quello che mi comanda
e m'ispira con un amore per voi che mi divora!".[...]
L'innominato, sciogliendosi da quell'abbraccio, si coprì
di nuovo gli occhi con una mano, e, alzando insieme
la faccia, esclamò: "Dio veramente grande!
Dio veramente buono! Io mi conosco ora, comprendo chi
sono; le mie iniquità mi stanno davanti; ho ribrezzo
di me stesso; eppure provo un refrigerio, una gioia,
sì una gioia, quale non ho provato mai in tutta
questa mia orribile vita!".
"E' un saggio", disse Federigo, "che
Dio vi dà per cattivarvi al suo servizio, per
animarvi ad entrar risolutamente nella nuova vita in
cui avete tanto da disfare, tanto da riparare, tanto
da piangere!".
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, cap. 23).
La
Proposta
Durante
il periodo estivo molti sono tentati di "andare
in ferie" anche con la preghiera e con i sacramenti
della confessione e dell'eucaristia.
Ma il Signore non va in vacanza...
Il brano riportato da "I promessi sposi" mette
in luce la grandezza del "sacerdozio", mezzo
sacramentale di Cristo per il perdono dei peccati dell'uomo.
La
Parola
La
sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato,
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano
i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù,
si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace
a voi!".
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato.
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come
il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo
aver detto questo, alitò su di loro e disse:
"Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i
peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi".
(Gv 20,19-23)
La
Meditazione
Gilbert Chesterton, il grande umorista inglese,
si è convertito perché voleva avere la
certezza di essere perdonato. Lo ha detto lui stesso
in una pagina autobiografica: "Quando mi si chiede
perché sono entrato nella Chiesa cattolica la
mia risposta è sempre questa: per liberarmi dai
miei peccati, perché non vi è altra religione
che sostiene con verità di poter rimettere i
peccati degli uomini. Questa dottrina è rafforzata
dalla logica della Chiesa, che a molti desta stupore:
che cioè un peccato di cui si è veramente
pentiti e confessati può essere effettivamente
tolto da questo mondo e il peccatore può cominciare
da capo a vivere come se non avesse mai peccato. Un
cattolico che va alla confessione entra, nel vero senso
della parola, nel chiaro mattino della sua fanciullezza".
Paul Claudel, uno dei poeti più rappresentativi
dell'età moderna, in una lettera, scrive: "La
più grande gioia, senza paragone, che si ha al
mondo è di fare del bene. Quale sorte più
bella di quella del sacerdote che trascorre la sua vita
a fare del bene? Quale bene? Non quello del corpo che
è incerto, passeggero e sterile, ma quello dell'anima,
che è certo, durevole, e contagioso. Bisogna
essere stato veramente e decisamente un peccatore, non
dico un dilettante: un peccatore in tutta l'accezione
del termine, per capire personalmente il prestigio di
questo uomo nero che possiede l'inestimabile privilegio
dell'assoluzione. Sia pure un prete mediocre, distratto,
mondano, stanco, capite? La morte, era la morte! Ero
avvelenato e asfissiato... Ed ha avuto una sola parola
da dire: "Io ti assolvo dai tuoi peccati in quanto
posso e secondo la tua necessità..." e di
colpo, la vita, la luce, m'ha invaso. E' una liberazione
battesimale, questa freschezza della rinascita, la vittoria
dell'auora, la risurrezione della carne!".
Il
Progetto
-
Il sacramento della riconciliazione, voluto e donato
da Cristo risorto la sera di Pasqua, va capito e celebrato
con assiduità... senza paure, alibi, o pause...
estive.
- Cristo Gesù mi incontra attraverso il sacerdote.
Quali problemi hai al riguardo?
- Tu sai che i salmoni sono dei pesci che risalgono
le correnti dei fiumi e dei torrenti; anche tu, senza
mai scoraggiarti, vorrai "risalire le correnti"
di tanta infedeltà a Cristo e ai fratelli, per
trovare nella confessione la possibilità di "ricominciare
di nuovo".
- Il Curato d'Ars diceva che "sul letto di morte
ci si pente ma non ci si converte"; non pensi valga
la pena di progettare serenamente una graduale conversione
di mentalità e di vita al Signore?
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