SCHEDE DI MEDITAZIONE
 


GRINTA E SACRIFICIO

Il Racconto

I Colli Euganei offrono le loro bellezze non solo ai padovani, ma anche a diversi turisti europei che, ospiti delle vicine stazioni termali, non esitano a trasformarsi in escursionisti.
Il monte Venda, col le sue alte antenne regola il traffico aereo e le onde radio delle varie emittenti.
Il monte della Madonna, con il suo piccolo e artistico convento benedettino, richiama la gioia della devozione alla Madonna.
Il monte Rua, con il suo leggendario fascino, ospita dal 1334 un Eremo di monaci camaldolesi.
Non sono pochi coloro che salgono per visitare l'Eremo ed incontrare qualche eremita "immerso in Dio".
All'antico portone d'ingresso li accoglie un frate che ispira subito rispetto e devozione. Né lui, né gli altri monaci, fanno grandi discorsi. Il loro compito è di "predicare con la vita". Poche parole e subito si è in chiesa, per poi passare a visitare una "casetta". Un altro monaco fa da guida. Tutti rimangono meravigliati per l'austerità della loro vita, a cominciare dalla "durezza" del letto-stuoia ove l'eremita va a coricarsi. La risposta del monaco è ormai classica e vera: Qui si dorme male, ma si muore bene!

La Proposta

"Si dorme male, ma si muore bene"; l'affermazione del monaco "con i piedi in terra, ma con la mente e il cuore in cielo" ci richiama la legge fondamentale della vita: "se il grano di frumento non muore non diventa spiga".
Accettazione dello sforzo, della fatica, del sacrificio per realizzare un progetto d'amore.
Puntiamo il nostro sguardo, oltre che sul monte Rua, su quanti hanno faticato per noi e per lasciare il mondo migliore di come l'avevano trovato.
Una candela fa luce solo se accetta di consumare la propria cera. Bisogna imparare a soffrire senza lamentarsi. Da bambini, si grida. Più tardi, si geme. Alla fine, si tace. I santi ... cantano!
Non essere una "mezzacartuccia" ... Chi non vuole sporcarsi le mani non si prepara ad essere protagonista nella società. Chi affronta la strada della vita sognandola in discesa, se la ritrova in salita.
I doni ricevuti sono la misura di un impegno: il sacrificio della fedeltà ci farà grandi. Lo Spirito Santo è sempre in "agguato", pronto a rafforzarci.

La Parola

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.
(Rm 12,16-17)

E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace.
(2 Ts 3,10-12)

La Meditazione

Poiché nessuno è un'isola, noi sviluppiamo la nostra umanità insieme con gli altri. E' strada dura e stretta, che a volte fa paura. Quante volte viene la tentazione di chiuderci a riccio nel nostro guscio e far da soli! E invece dal giorno del nostro concepimento e dal momento in cui abbiamo visto la luce, noi dipendiamo da altri, e verso tutti siamo debitori di gesti e di sentimenti che rendono più lieta la vita.
Per vivere e crescere gli uomini hanno bisogno di conoscersi e di lavorare insieme, di amare e di essere riamati.
L'odio, le violenze, le guerre, che pure segnano le tappe della storia umana, non possono distruggere la profonda aspirazione alla fraternità e alla solidarietà, che spinge gli uomini ad incontrarsi e a collaborare.

Il Progetto

- M.L. King diceva che "non è giusto vivere se non si ha un motivo per cui morire".
Accettiamo il terribile quotidiano nella fedeltà ai nostri doveri, costi quel che costi.
- La madre di un giovane drogato ha scritto all'anonimo spacciatore: "Se mi capiti a tiro, stai certo che ti faccio passare la voglia di procurare inferno facendo intravvedere il paradiso...".
Non rincorreremo "facili paradisi". Non saremo dei vigliacchi di fronte agli ostacoli e alle prove della vita...
- Accetteremo lo sforzo della salita, convinti, come in montagna, che lo sforzo della salita sarà ripagato dalla gioia e dalla contemplazione della cima.
- Amare il "sacrificio redentivo" non significa non lottare contro il dolore umano misterioso o frutto di ingiustizie, ma continuare a prodigarci per realizzare la "civiltà dell'amore".