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ESEMPIO

 
LA PAROLA DI OGGI
Martedì 17 ottobre 2006
S. Ignazio di Antiochia - XXVIII tempo ordinario (B) - IV
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PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, tu hai creato sia ciò che è esterno e visibile agli occhi degli altri, sia ciò che è interno, visibile solo a te. Mio Dio, permettimi di essere nella mia interiorità riflesso della tua volontà e del tuo pensiero salvifico. Possa la mia coscienza essere la tua dimora permanente. Insegnami a stimare e a rispettare l'uomo che è a tua immagine e a tua somiglianza.

PRIMA LETTURA (Gal 5,1-6)
Non è la circoncisione che conta, ma la fede che opera per mezzo della carità.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati
Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla.
E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. Noi infatti per virtù dello Spirito attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
(Dal Salmo 118)
R. La tua legge, Signore, è la mia gioia.
Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi. R.
Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno. Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri. R.
Gioirò per i tuoi comandi
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,
mediterò le tue leggi. R.

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.
Religione pura e senza macchia
davanti a Dio Padre è soccorrere i deboli
e conservarsi puri da questo secolo.
R. Alleluia.

VANGELO
(Lc 11,37-41)
Date in elemosina e tutto per voi sarà mondo.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo.
Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: "Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.
Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno?
Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo".
Parola del Signore.

OMELIA

Nel brano che abbiamo ascoltato oggi accanto alle parole di Cristo, di una grandezza decisiva, le parole del fariseo sembrano ancora più meschine. Ai tempi di Gesù a decidere della condotta morale erano solo alcune persone. Tutta una serie di precetti, rispettati minuziosamente, rappresentavano la grandezza dei farisei in confronto agli altri che, non rispettandole allo stesso modo, venivano da loro disprezzati. Il fariseo doveva avere familiarità con molteplici ordini e divieti; la sua vita era caratterizzata da un alto rispetto per la morale "codificata". Perché Gesù ha dovuto scatenare tali lotte e tali discussioni con i farisei? Perché la legge, quando è pura legge, perde l'uomo. I Romani, che erano giuristi impeccabili, in teoria ed in pratica, facevano notare che la più perfetta legge è la più perfetta ingiustizia (summum ius, suma iniuria). In nome della dignità umana, Gesù accende molte polemiche con i farisei, mostrando loro che l'uomo è per Dio il valore più alto e che la legge deve essere al di sotto dell'uomo. "Voi farisei purificate l'esterno... ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità". San Paolo, uno tra i farisei, l'ha capito molto bene: per lui agire sull'interiorità è necessario prima di lasciarsi formare da Cristo.

PREGHIERA DELLA SERA

Io giudico e condanno, schernisco e derido gli altri, mi adiro e offendo, medito vendette, svelo difetti e segreti altrui. Riscattiamo tutto il male con la bontà. L'amore non conosce ostacoli; è il maestro migliore.
(Giovani lituani deportati in Siberia, 1953)


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