LA PAROLA DI OGGI
4 luglio 2009
Sabato
S. Elisabetta di Portogallo - XIII tempo ordinario - (B) - I
|
|
|
::::::::::::::::::::::::::................................:::::::::::::::::::::::::
|
PREGHIERA DEL MATTINO
Il mattino, Signore, ci insegna a vedere le cose con la tua luce; non basta aprire gli occhi,
svegliarsi e incominciare a lavorare. Non basta ritrovare il ritmo delle cose, che dentro di noi è
monotono e insipido. Bisogna ricevere la tua luce; bisogna vederti, Signore, ricreando,
rinnovando il mondo intero e il cuore di ogni uomo. Noi ti chiediamo, Signore, l'intelligenza, la
luce, la saggezza, lo spirito di discernimento. Un timore sacro per non racchiuderti nei nostri
schemi, non sottometterti alla nostra intelligenza, tu l'Incommensurabile. Noi ti chiediamo,
Signore, il tuo vino nuovo, che fa scoppiare i vecchi otri della nostra impotenza.
ANTIFONA D'INGRESSO
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 47,2)
COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle
tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Gen 27,1-5.15-29)
Giacobbe soppiantò il fratello e gli carpì la benedizione.
Dal libro della Genesi
Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio
maggiore, Esaù, e gli disse: "Figlio mio". Gli rispose: "Eccomi". Riprese: "Vedi, io sono vecchio
e ignoro il giorno della mia morte. Ebbene, prendi le tue armi, la tua faretra e il tuo arco, esci
in campagna e prendi per me della selvaggina. Poi preparami un piatto di mio gusto e portami
da mangiare, perché io ti benedica prima di morire".
Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna
a caccia di selvaggina da portare a casa.
Ma Rebecca prese i vestiti migliori del suo figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei,
e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe; con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la
parte liscia del collo. Poi mise in mano al suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva
preparato.
Così egli venne dal padre e disse: "Padre mio". Rispose: "Eccomi; chi sei tu, figlio mio?".
Giacobbe rispose al padre: "Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato.
Alzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica". Isacco disse al figlio:
"Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!". Rispose: "Il Signore me l'ha fatta capitare
davanti". Ma Isacco gli disse: "Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per saper se tu sei
proprio il mio figlio Esaù o no".
Giacobbe si avvicinò ad Isacco suo padre, il quale lo tastò e disse: "La voce è la voce di
Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù". Così non lo riconobbe, perché le sue braccia
erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e perciò lo benedisse. Gli disse ancora: "Tu
sei proprio il mio figlio Esaù?". Rispose: "Lo sono". Allora disse: "Porgimi da mangiare della
selvaggina del mio figlio, perché io ti benedica". Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed
egli bevve. Poi suo padre Isacco gli disse: "Avvicinati e baciami, figlio mio!". Gli si avvicinò e lo
baciò. Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse:
"Ecco l'odore del mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto.
Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto.
Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti.
Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre.
Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!".
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 134)
R. Beato il popolo che hai scelto per te, Signore.
Lodate il nome del Signore,
lodatelo, servi del Signore,
voi che state nella casa del Signore,
negli atri della casa del nostro Dio. R.
Lodate il Signore: il Signore è buono;
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore si è scelto Giacobbe,
Israele come suo possesso. R.
Io so che grande è il Signore,
il nostro Dio sopra tutti gli dei.
Tutto ciò che vuole,
il Signore lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi. R.
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
R. Alleluia.
VANGELO (Mt 9,14-17)
Gli amici possono forse essere in lutto mentre lo sposo è con loro?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si accostarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: "Perché, mentre noi
e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?".
E Gesù disse loro: "Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?
Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il
vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono
gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno
e gli altri si conservano".
Parola del Signore
OMELIA
La novità di Gesù - tanto nelle sue parole che nei suoi gesti - non si trova nell'Antico
Testamento. Quando appare Cristo, appaiono la Verità, la Saggezza, la Vita. È lo sposo che
Israele aspetta. È il Messia.
La venuta di Cristo è paragonata al vino, simbolo dell'esultanza messianica. Gesù a Cana offre
il vino migliore, la cui origine è sconosciuta, perché Dio solo lo offre, alla sua ora, al suo
momento. Gesù è questo vino che rallegra il cuore della Chiesa; è colui che offre il vino della
salvezza; è il dono di Dio per gli uomini.
Per capire Gesù, o piuttosto, per riceverlo, quello che è vecchio non basta. Bisogna nascere di
nuovo, dall'acqua e dallo Spirito. La legge di Mosè non basta; bisogna ricevere le beatitudini.
Il digiuno non basta; è necessaria la povertà del cuore, cioè l'atteggiamento spirituale che ci
dispone a ricevere qualsiasi cosa da Dio. Cristo non è il risultato della nostra opera, ma il dono
del Padre; non è il frutto della nostra ricerca, ma lo splendore di Dio che brilla gratuitamente
sulla scena umana. Ciò che è vecchio è passato. La nuova creazione è cominciata.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali compi l'opera della redenzione, fa' che il nostro
servizio sacerdotale sia degno del sacrificio che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi,
e non essere incredulo, ma credente". (cf. Gv 20,27)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La divina Eucaristia, che abbiamo offerto e ricevuto, Signore, sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre. Per Cristo nostro
Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Vieni, Signore, al termine di questa giornata, e completa l'opera che hai cominciato fin dall'alba.
Ristabilisci le nostre forze perdute, il nostro amore indebolito, la nostra fiducia ferita. Distruggi,
Signore, i limiti del vecchio che resiste alla morte. Rompi gli otri del vecchio Adamo, così
terrestre, in modo da far nascere un uomo nuovo, Gesù Cristo, in ogni essere battezzato. Fa'
di questa notte, o Padre, un segno della nostra vecchia condizione di peccatori che deve venire
annientata, così che, domani, la luce del nuovo giorno ci rallegri attraverso il trionfo di Gesù
Cristo, tuo Figlio, sul peccato e la morte.
...........:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::..........
::::::::::::::::::::::::::................................:::::::::::::::::::::::::
Servizio offerto da La Parola
http://www.laparola.it - e-mail: liturgiadellaparola@libero.it
|
|